Avete mai pensato a quanto inquinamento inaliamo quando passeggiamo per le strade delle nostre città piene di automobili che ingorgano il traffico? Sicuramente questa domanda se l’è posta Harvey Jeffries, un chimico che ha riprodotto in laboratorio l’inquinamento provocato da un tubo di scappamento e, tramite un campo elettronico, l’ha iniettato nelle cellule dei polmoni.

 Inquinamento-polmone


Sappiamo che respirare sostanze tossiche, come quelle provocate dall’inquinamento delle automobili, è molto dannoso per i nostri polmoni, e, secondo studi scientifici, la reazione di questi organi è quello di emettere alcune particelle chimiche in grado di avvisare uno stato di stress che stanno vivendo. Così, lo studioso Harvey Jeffries, ha pensato di ricreare il particolare stato di inquinamento all’interno di un laboratorio per capire quale fosse la reazione dei polmoni, anche se, necessità primaria per portar a buon fine l’esperimento, era quello di sottoporre l’inquinamento al riscaldamento del sole.

Jefferies ha così posto un tubo di scappamento a riscaldare sotto il sole, ha creato un apparecchio che facesse passare lo smog attraverso un campo elettrico e, dopo, ha iniettato l’inquinamento direttamente in alcune cellule polmonari. Questo esperimento è stato chiamato “polmone nella scatola”, così da esser portato ovunque per verificare lo stato qualitativo dell’aria e quanto inquinamento, dannoso per i nostri polmoni, sia presente in essa.

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