Bing non ha un equivalente di Apple Siri o di Google Now, per questo Microsoft è al lavoro su un assistente vocale rivoluzionario con una conoscenza che supera ogni aspettativa.

bing1


Stefan Weitz, Direttore di Bing, afferma che Siri e Google Now hanno una conoscenza superficiale del mondo e che Microsoft desidera offrire un’esperienza innovativa, un’evoluzione e non una semplice continuazione del lavoro dei competitors.

Al momento il team di Redmond è alla ricerca di qualcosa di diverso, Weitz conferma che si discute su quando poter iniziare a presentare qualcosa; tuttavia le mosse aziendali risultano caute e non verrà inviato nulla finchè non si avrà un prodotto davvero eccezionale e completamente rivoluzionario. Per il direttore la “rivoluzione” è legata, ad esempio al riuscire a “ricreare il pianeta fisicamente dentro Bing” mappando ogni singolo centimetro quadrato, creando un modello inclusivo semantico di ogni cosa.

Al centro del lavoro di Micrososft, come base per la creazione dell’assistente digitale definitivo integrato con Bing, c’è Satori; si tratta di un deposito di conoscenza di oltre un miliardo di oggetti digeriti negli ultimi tre anni e mezzo. Come Knowledge Graph di Google, Satori ha catalogato ogni dato e le relazioni tra essi con possibilità di eseguire la scansione di fonti, come Freebase e Wikipedia, per costruire un deposito di informazioni codificato e rispondere a domande nel giro di un millesimo di secondo senza fornire pagine piene di link.

Per Weitz l’operatore vocale dovrebbe, ad esempio, essere in grado di sostenere conversazioni come, nel caso di pianificare una vacanza, si parlasse direttamente con un amico che ne ha conoscenza o con un agente di viaggio; le risposte dovrebbero essere istantanee e spaziare sui più disparati contenuti decisivi per completare la transazione, come il meteo, la preferenza dell’hotel o del posto in aereo e molto altro.

A questo il team vuole aggiungere un’interfaccia in realtà aumentata che consenta all’utente di indicare un oggetto, come un edificio o un dipinto, del quale l’assistente personale possa fornire le informazioni adeguate.

Vogliamo arrivare più in profondità nella conversazione, non attraverso regole predeterminate ma perchè comprendiamo la cosa di cui stiamo parlando. Per questo motivo abbiamo un gruppo di lavoro intorno a modelli predittivi delle conservazioni.

La base di partenza è chiara, così come i risultati che Microsoft intende raggiungere. C’è da vedere se riuscirà nell’ardua impresa di creare un assistente vocale così interconnesso ed in grado di sostenere le conversazioni quotidiane.

VIA


Per ulteriori novità rimani sintonizzato su Facebook, Twitter o Google+: