Nokia ed HTC si sono sfidate nel Regno Unito, non sul mercato ma in tribunale, dove l’azienda finlandese ha accusato HTC di aver violato i brevetti commerciali di sua proprietà. Il giudice Richard Arnold ha statuito che la ragione fosse di Nokia e dunque, a partire dal 6 dicembre, non potrà più essere commercializzato in Regno Unito il dispositivo HTC One Mini.

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La corte ha ritenuto che anche lo smartphone HTC One sia affetto dai medesimi problemi, ossia contenga microchip che violano diversi brevetti Nokia. Per questo motivo è stata rivolta un’ingiunzione anche contro questo prodotto, ma senza il ban dalle vendite, in modo da dare all’azienda di Taiwan il tempo necessario per preparare le dovute repliche. Il blocco delle vendite inglesi di HTC One potrebbe, infatti, causare “considerevoli” danni all’azienda. Si tratta del portatile di punta dell’azienda nel 2013, lodato dai recensori sia per il design metallico ed elegante che per le ottime funzionalità.

HTC One Mini ed HTC One Max, rispettivamente le varianti più piccola e più grande del device, sono state rilasciare nella seconda metà dell’anno.

Nokia è dunque sul piede di guerra e, oltre allo stop alle vendite, avrebbe intenzione di chiedere anche una compensazione finanziaria per la violazione dei propri brevetti. Per questo motivo HTC avrebbe deciso di non importare altri prodotti in Regno Unito in attesa dell’esito del ricorso. Questo almeno è quanto emerge da alcune dichiarazioni Nokia a cui l’azienda di Taiwan non ha immediatamente risposto.

Nel corso della causa, HTC ha argomentato che i microchip soggetti della “violazione” sarebbero una componente molto piccola del prodotto finito, tale da non giustificare un divieto di vendita. Tuttavia la decisione del giudice è stata molto più severa.

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