Il cibo che la Nasa ha appositamente studiato per gli astronauti é da considerarsi sano, senza scadenza e sopratutto non fa briciole… cambierà anche le nostre tavole? La ricerca in questo campo ha fatto passi da gigante., i tubetti con le pietanze in crema e i cubetti di cibo secchi sono oramai solo più un ricordo…

cibo-astronauti


Già dai tempi delle missioni Apollo sono stati introdotti cibi liofilizzati più sicuri e stabili, dopodiché si é passati ai cibi termostabilizzati quindi riscaldati prima di essere imballati in modo da eliminare agenti patogeni, microrganismi ed enzimi. Quest’ultima tipologia é ancora adesso utilizzata nella Iss (Stazione Spaziale Internazionale) unitamente a qualche tipo di carne sterilizzata con radiazioni ionizzanti e bevande in polvere.

L’aumento della durata delle missioni ha fatto trapelare agli astronauti qualche manifestazione umana, tra cui il desiderio di una dieta più varia. La divisione che se ne occupa della Nasa é in grado di offrire fino a 200 tipi di alimenti diversi, ciascun astronauta dispone di una valigetta contenente, in porzioni singole, un menu standard che si basa su di un ciclo di 8 giorni. E qui entrano in gioco i bonus e cioè contenitori dotati di cibo a scelta: tavolette di cioccolato, burro di arachidi, alimenti in scatola e condimenti. Nei bonus trovano spazio anche cibi freschi come ad esempio il Parmigiano Reggiano, introdotto ovviamente dagli astronauti italiani. Nello spazio si son viste anche le Lasagne il cui valore é sopratutto un supporto psicologico..

In poca sostanza, sulle astronavi, gli alimenti devono essere già pronti, non si può di certo cucinare, i pasti devono essere preparati velocemente, i cibi vanno reidratati con acqua calda o temperatura ambiante, al massimo possono essere riscaldati per 15 minuti con una apposita valigetta a conduzione termica.

A bordo non si può refrigerare, quindi niente frigo, e gli alimenti possono essere conservati alla temperatura della navicella, quindi sui 22°… I cibi che possono resistere a queste condizioni sono ben pochi… Di norma solo 7 su 65 prodotti superano, infatti, i test. Inoltre il sapore non é dai migliori, perciò la Nasa, sta studiando nuovi trattamenti: il microonde é in grado di sterilizzare a 129°C per 10 minuti, con una temperatura più alta per un tempo minore si possono mantenere i principi nutritivi più a lungo. Un’altra tecnica, su cui si sta lavorando, é quella dell’alta pressione per inibire i batteri, già a 4.100 atmosfere possono essere debellati.

Un’altra branca della ricerca concerne la possibilità di coltivare piante e nutrienti da elaborare per ottenere cibo, cosa che non si può fare a bordo ma una volta stabilizzati sulla superficie di un pianeta si. I benefici sarebbero notevoli, si potrebbero mangiare alimenti freschi…

Chissà se questa sperimentazione che punta verso la conservazione dei cibi fino a 5 anni condizionerà anche le nostre tavole e le nostre abitudini alimentari? staremo a vedere…


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