Molto spesso quando pensiamo a luoghi inesplorati ci viene subito in mente nuovi pianeti e lo spazio, ma spesso trascuriamo che anche i fondali marini nascondono moltissime domande a cui oggi non troviamo una risposta. Proprio per questo l’evoluzione dei robot esploratori presto conterà anche su un nuovo progetto che vede la creazione di una sorta di granchio sottomarino che permetterà di esplorare i fondali alla ricerca di informazioni o relitti.

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Il robot in questione si chiamerà Crabster, creato dal Korean Institute of Ocean Science and Technology (KIOST), dispositivo che verrà utilizzato principalmente per esplorare relitti nei fondali dell’oceano, anche sotto la pressione dove sono presenti pesanti correnti che rendono altamente pericolosa e difficoltosa l’esplorazione umana. Crabster è progettato per raccogliere oggetti e memorizzarli in un vano portaoggetti frontale, scattare foto dettagliate dell’ambiente sottomarino , ed utilizzare il sonar per mappare le aree del fondo marino.

Oltre a questo è possibile collegare il Crabster attraverso un cordone ad un dispositivo posto in superficie mantenendo il robot in remoto ed acquisendo dati in situazioni di lunghe esplorazioni dei fondali sottomarini.

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Il robot Crabster può contare su sei zampe per un totale di 30 articolazioni potenti, due gambe anteriori del robot sono più articolate rispetto al resto in modo che possano essere utilizzate come armi. Gli oggetti possono essere raccolti e conservati all’interno di un vano frontale per essere portato poi in superficie. Crabster è dotato di 10 telecamere ottiche e un sonar di scansione a lungo raggio che scannerizza fino a 200 m di distanza. Esso potrà diventare in futuro un ottimo aiuto per l’esplorazione di fondali, la raccolta informazioni di tutto quello che avviene e la ricerca di eventuali relitti o oggetti dispersi.

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