Analisi di laboratorio e test chimici hanno analizzato 36 modelli di cellulari, a partire da quelli più antichi – come l’iPhone 2G – e nuovissimi gioielli della tecnologia – compreso l’iPhone 5 -, per verificarne il livello di tossicità. I risultati esposti nella tabella mostrano una minore concentrazione di elementi tossici negli ultimi modelli, a scapito di quelli più antichi.

 

iFixit insieme a HealthyStuff.org hanno compiuto un interessantissimo test su 36 cellulari per verificare cosa effettivamente si celasse al di sotto dello strato apparentemente liscio e “pulito” dei telefonini in commercio negli ultimi anni.

La classifica vede assegnare ad ogni telefono un punteggio che va da 0 a 5 a seconda dei maggiori livelli di tossicità di ogni dispositivo preso in considerazione. L’aspetto incoraggiante è che è possibile notare che tutti i cellulari prodotti dal 2010 in poi hanno subito un miglioramento, rilasciando una quantità inferiore di radiazioni ed elementi tossici.

Il vecchio iPhone 2G, ad esempio, è possibile trovarlo in uno scoraggiante primo posto in classifica con un pessimo punteggio di 5 punti, segno di un alto livello di componenti dannose, mentre l’iPhone 4S ed il nuovo iPhone 5 ottengono dei bassi punteggi, rispettivamente di 2,69 il 4S che si piazza al secondo posto tra i più “lodevoli”, e l’iPhone 5 a 2.75, ancora entro la fascia di tossicità tollerabile. Tra quelli di fascia media invece ritroviamo il Samsung Galaxy S3 con un punteggio di 2,99.

Ricordiamo infatti che il problema dei cellulari è la mancanza di corrette forme di riciclo: negli USA solo l’8% dei cellulari in commercio viene correttamente riciclato, la restante percentuale di telefoni finisce dritto nelle discariche e negli inceneritori dove, disperdendo i materiali tossici dei quali sono formati, inquinano pesantemente la nostra aria e le nostre acque. Pensiamoci la prossima volta che vogliamo gettare il nostro vecchio cellulare!

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