Si è sempre molto dibattuto, anche in passato, sul nome che l’iPhone in arrivo avrebbe potuto avere in quel periodo. Questo è accaduto sia con iPhone 5 che con iPhone 4S, ed ora in molti hanno ben pensato di discuterne anche riguardo la settima generazione del famoso melafonino.

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Un ex dipendente Apple, Ken Segall, ha proposto argomenti convincenti riguardanti l’intenzione di Apple di aggiungere la sigla “S” in maniera convenzionale per indicare i modelli di iPhone “a metà” tra il precedente e il successivo totalmente rinnovato. Ma ecco arrivare indizi contrari, che sostengono che il prossimo iPhone potrebbe chiamarsi iPhone 6.

Un’immagine rubata dai dipendenti di Vodafone mostra come i negozi di Vodafone UK abbiano inserito negli elenchi del loro sistema un ipotetico “iPhone 6 4G“. Certo il documento non ha un valore vincolante, perchè capita spesso che i dipendenti degli operatori locali inseriscano nomi nel database non sapendo ancora le indicazioni del produttore. Al tempo stesso, tuttavia, questi database sono spesso il primo segnale su eventuali annunci ancora inediti.

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Si tratta quindi di informazioni da prendere con le pinze. Sarebbe saggio per Apple, però, cambiare idea sul proprio schema di denominazione. La sigla “S” lascia pensare a molti consumatori di stare acquistando un dispositivo a metà strada, non totalmente innovativo, quanto piuttosto una miglioria di quello presentato per ultimo.

Non tutti conoscono le implicazioni da cui dipende questa scelta: per l’iPhone 3GS la “S” stava per “speed”, per iPhone 4S stava per “Siri”, ma ciò non colpisce i consumatori come invece fa l’aggiunta di un nuovo numero (come ad esempio Samsung Galaxy S4).

Ma le intenzioni di Cupertino potrebbero essere addirittura rivoluzionarie in quanto Apple dovrebbe lanciare quest’anno anche una versione budget del proprio iPhone per i consumatori di fascia media. Questa situazione potrebbe portare  per la prima volta, a far rilevare iPhone come una vera e propria famiglia di dispositivi e potrebbe seguire (riguardo la denominazione) la stessa politica sostenuta con iPad.

Per scoprirlo bisognerà, tuttavia, aspettare settembre.

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