Da diverse pubblicazioni di articoli raccolti in rete sembra che la causa principale dell’uscita di Google Maps dalle applicazioni native di iOS 6 sia stata la volontà del gigante di Mountain View di voler raccogliere i dati degli utenti per fornire un servizio di banner pubblicitario mirato in base alla localizzazione degli utenti che accedono a tale applicativo. Apple avrebbe detto basta ed introdotto una propria applicazione Mappe, ma in questi ultimi giorni Google Maps è sbarcato come applicazione indipendente su App Store riscuotendo da subito un forte successo di download, ma pare che questo argomento della raccolta dati degli utenti sia ancora presente e alcuni gruppi di controllo europei condividono la loro preoccupazione per i dati raccolti da tale servizio. Proviamo a capirci qualcosa di più.

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Computerworld ha messo in evidenzia un rapporto del Centro indipendente per la tutela della privacy, un gruppo di controllo tedesco, che esprime preoccupazione per la condivisione dei dati di localizzazione di Google Maps:

“Quando l’applicazione viene scaricata, Google richiede agli utenti di accettare i termini del servizio e l’informativa sulla privacy contenuta nella schermata di avvio. Nella stessa schermata, l’applicazione Mappe avverte gli utenti che stanno per condividere i propri dati di posizione con Google. I dati anonimi relativi all’ubicazione saranno raccolti dal servizio di localizzazione di Google e inviati alla stessa azienda.

Il problema riguarderebbe la casella di opzione accanto al testo che risulta attivata per impostazione predefinita, cosa non consentita dalla normativa europea sulla protezione dei dati, questo secondo quanto riferito da Marit Hansen, vice commissario alla privacy e informazioni presso il Centro Indipendente per la Tutela della privacy dello Schleswig-Holstein, in Germania. “

Il grosso problema qui è che l’uso del termine “anonimo” è un po ‘fuorviante. Secondo il vice commissario privacy Marit Hansen della ICPP afferma che tutti i dati disponibili sono “identificatori collegabili per utente”, quindi, questo sarebbe considerato al pari dei “dati personali” ai sensi della normativa europea.

E secondo la normativa europea, una società deve ottenere il consenso informato da parte dei loro utenti prima di elaborare i loro dati personali. Hansen ritiene che l’implementazione attuale di Google Maps non è conforme a tale codice, e promette che la questione sarà discussa dai membri del governo europeo.

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