Conclusosi appena in queste ore una delle sei battaglie legali intentate da Apple contro Amazon ed il suo utilizzo “illegittimo” del termine “app store”, usato per riferirsi al negozio virtuale di applicazioni del sistema operativo dei device quali Kindle Fire. Purtroppo però la Corte di San Francisco pare aver dato torto a Cupertino, rendendo, di fatto, la denominazione usata per lo store di app fuori da ogni diritto d’autore.

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La causa era stata iniziata da Apple, la quale accusava Amazon di aver usato, a scapito della immagine dell’azienda della mela, il termine “app store” per riferirsi al proprio negozio virtuale. Portata la questione davanti al giudice però le cose non sono andate esattamente come Cupertino immaginava: Phyllis Hamilton ha infatti rigettato la richiesta di Apple decretando che il termine “app store”, ossia “negozio di applicazioni, fosse in effetti troppo generico per essere coperto da diritto d’autore, ragione per la quale Amazon lo avrebbe potuto utilizzare liberamente senza per questo portare una lesione all’immagine dell’azienda californiana.

Ha inoltre argomentato il giudice che nessuna prova è stata allegata a fondamento della pretesa mossa da Apple, ragion per la quale la sua domanda è stata rigettata. Vedremo nelle successive cinque eccezioni mosse da Cupertino contro Amazon sul termine app store chi la spunterà!

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