Risoltasi in via extragiudiziale la questione che aveva coinvolto una serie di famiglie alle prese con figli minori ed i loro acquisti di contenuti in-app. Apple ha infatti convenuto il rimborso di quanto speso dalle famiglie a causa di compere incaute dei figli tramite iPhone e co. L’accusa è stata quella di rendere “troppo facile” acquistare contenuti aggiuntivi.

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Qualche tempo fa, prima che Apple aggiornasse il suo sistema operativo con le moderne opzioni, era molto più semplice comprare contenuti in-app, così facile che anche i bambini potevano farlo. Ed è proprio questa la questione: alcune famiglie americane si sono viste scalare dalle loro carte di credito somme non indifferenti a causa dell’acquisto da parte dei bambini di in-app. Alcune applicazioni gratuite scaricate per i figli infatti, prevedevano contenuti aggiuntivi acquistabili senza l’inserimento della password, il che ha permesso gli incauti acquisti e, conseguentemente, un’azione contro Apple da parte dei genitori.

Giunge ora la notizia dei rimborsi, tramite credito iTunes, per le somme maggiori di 30$, nel caso in cui si riuscirà a dimostrare che l’acquisto è avvenuto da parte di un minore, e che per effettuarlo non sia stato necessario inserire la password. La questione è stata comunque risolta a partire da iOS 4.3, che ha previsto l’inserimento della parola d’ordine prima di ogni acquisto aggiuntivo.

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