Presso il Caesar Palace di Las Vegase, è in corso la conferenza annuale Black Hat, che riunisce gli interessati in materia di sicurezza, tra cui aziende, agenzie federali ed anche hacker. Ed è la prima volta in 15 anni che Apple si appresta a partecipare attivamente all’evento.


L’azienda leader mondiale della tecnologia, sarà infatti presente non solo come ospite, ma con un intervento di Dallas De Atley, Manager del Platform Security team di Cupertino, che tratterà della sicurezza dei sistemi iOS.

Apple è da sempre molto riservata e fuori dai maggiori eventi internazionali, senza aver mai aver mostrato particolare interesse per un evento che tende a rendere pubblici i suoi punti critici: ed è per questo che la sua partecipazione suscita tanto scalpore.

Da scaletta, De Atley interverrà per puntare l’attenzione sulla sicurezza di iOS, un sistema operativo che Apple ha costruito avendo proprio come obiettivo primario la sicurezza.

Ecco cosa riporta Jordan Robertson per Bloomberg:

Nei 15 anni in cui gli hacker informatici si sono riuniti a Las Vegas per la conferenza Black Hat, un evento in cui sconosciuti possono diventare star e pesi massimi della tecnologia sono aspramente criticati per falle nella sicurezza, una compagnia è stata continuamente assete: Apple.

Mentre molti dei maggiori fornitori di tecnologia sono riusciti a superare la loro riluttanza attraverso show pubblici alla conferenza, Apple, l’attuale società più importante al mondo, non ha avuto problemi a snobbare una community il cui scopo è quello di mettere in mostra la propria vulnerabilità.

Tutto cambierà giovedì, quando Dallas De Atley, manager del Platform Security Team di Apple, ha in programma una presentazione sulle tecnologie di sicurezza di iOS, il sistema operativo per iPhone e iPad.

E’ probabile che la decisione di Apple di prendere parte alla Black Hat, coincida con alcune violazioni della sicurezza avvenute a carico dei sistemi operativi dei mela-dispositivi mobile e desktop di cui la stampa si è ampiamente occupata in quest’ultimo periodo.

Secondo Robertson i prodotti Apple si sono dimostrati tutt’altro che “a prova di Hacker” con più di 600.000 Mac infettati dall’inizio di quest’anno. L’intervento appare quindi simbolicamente significativo.

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