L’ultima applicazione caduta nel mirino delle rigide regole di Apple è una delle app più amate dagli utenti: si tratta di AppGratis, un’applicazione (gratuita) che permette di accedere alle migliori offerte presenti su App Store, proponendo ogni giorno versioni gratuite delle applicazioni a pagamento o ad un prezzo scontato e vantaggioso.

appgratuis


Si tratta di uno dei servizi più amati tra gli utenti e l’improvviso “No” da parte di Cupertino, con la scomparsa senza preavviso dall’iTunes Store, ha causato non poche polemiche. Mentre Apple occasionalmente rigetta applicazioni basate sull’uso di API private, la cacciata di AppGratis sembra avere motivazioni legate alle linee guida del servizio “App Review” offerto dalla Mela, che vieterebbe applicazioni di terze parti troppo simili ad App Store.

La regola, aggiunta lo scorso settembre, afferma:

2.25 Le applicazioni che mostrano altre app oltre alle proprie per ragioni di acquisto o promozione in maniera troppo simile o tale da confondere con App Store verranno respinte.

Sia AppGratis che Apple, con il proprio servizio “App gratuita della settimana”, hanno lavorato con gli sviluppatori per selezionare delle app rendendole gratis in modo da raccogliere maggior visibilità di quella che esse avrebbero normalmente avuto. Quando l’azienda ha aggiunto la regola 2.25 il CEO di AppGratis ha sostenuto che il target di riferimento sarebbe potuto essere quello delle imitazioni di “bassa qualità” e non certo il proprio servizio.

Non si tratta di un caso isolato: la stessa sorte è toccata anche ad AppShopper (mai più riapparsa sullo Store) applicazione che svolgeva una ricerca delle app in sconto indicandole simultaneamente al pubblico anche tramite notifiche.

Il servizio, con oltre 7 milioni di utenti, è riuscito a portare oltre 500.000 download ad ogni singola applicazione indicata e, negli ultimi tempi, aveva raccolto oltre 13.5 milioni di dollari di finanziamento per un’espansione che ora risulta davvero difficoltosa e quasi impossibile.

VIA


Per ulteriori novità rimani sintonizzato su Facebook, Twitter o Google+: